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Arthur Rimbaud

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Un poeta che per descriversi usa il termine "veggente", in grado di vedere ciò che gli altri non riescono neppure immaginare. La sua ricerca personale lo ha portato a incentrare la sua poetica sulla sua interiorità fatta di immagini vivide ed espressive.

Rimarrà per sempre alla ricerca della sua vera essenza, attraverso una vita esagerata e senza limiti, fatta di ribellione, droghe potentissime ed emozioni travolgenti.

Rimbaud é riuscito a dare forma alle sue visioni attraverso la poesia.

Le sue poesie sono da leggere molto lentamente, magari ascoltando musica, magari no.

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Alba

Ho abbracciato l'alba d'estate.

Niente si muoveva ancora davanti ai palazzi. L'acqua era morta.

I campi d'ombra non lasciavano strada ai boschi.

Ho camminato, risvegliando gli aliti vivi e tiepidi,

e le pietre guardarono, e le ali si alzarono senza rumore.

 

La prima impresa fu, nel sentiero già pieno di freschi e bianchi chiarori,

un fiore che mi disse il suo nome. 

 

Sorrisi alla cascata bionda che si sciolse attraverso gli abeti: sulla cima argentata riconobbi la dea. 

 

Allora alzai uno ad uno i veli. Nel sentiero, agitando le braccia. E nella piana, dove la denunciai al gallo.

Nella città fuggiva tra campanili e duomi,

e correndo come un mendicante sui sagrati di marmo, la cacciavo.

 

In cima alla strada, vicino a un bosco di alloro, l'ho attorniata con i suoi veli ammassati,

e ho sentito un po' il suo immenso corpo.

 

L'alba e il bambino caddero giù dal bosco.

 

Al risveglio era mezzodì.

Sensazione

Le sere azzurre d'estate, andrò per i sentieri,

Punzecchiato dal grano, a calpestare erba fina:

Trasognato, ne sentirò la freschezza tra i piedi.

Lascerò che il vento bagni il mio capo nudo.

Non parlerò, non penserò a niente:

Ma l'amore infinito mi salirà nell'anima,

E andrò lontano, molto lontano, come uno zingaro,

Nella Natura, - felice come con una donna.

Par les soirs bleus d'été, j'irai dans les sentiers,

Picoté par les blés, fouler l'herbe menue:

Rêveur, j'en sentirai la fraîcheur à mes pieds.

Je laisserai le vent baigner ma tête nue.

      

Je ne parlerai pas, je ne penserai rien:

Mais l'amour infini me montera dans l'âme,

Et j'irai loin, bien loin, comme un bohémien,

Par la Nature, - heureux comme avec une femme.

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Vocali

A nera, E bianca, I rossa, U verde, O blu: vocali,

Io dirò un giorno le vostre nascite latenti:

   

A: nero corsetto villoso di mosche splendenti

Che ronzano intorno a crudeli fetori, golfi d'ombra;

 

E: candori di vapori e tende,

Lance di fieri ghiacciai, brividi di umbelle, bianchi re;

I: porpora, sputo di sangue, labbra belle

in riso di collera, o di ebbrezza penitente;

     

U: cicli, vibrazioni divine dei verdi mari,

Pace d'animali al pascolo, pace di rughe

Che l'alchimia imprime su ampie fronti studiose;

   

O, suprema Tromba piena di strani stridori,

Silenzi solcati da Angeli e Mondi:

- O l’Omega, raggio violetto dei Suoi Occhi!

A noir, E blanc, I rouge, U vert, O bleu: voyelles,

Je dirai quelque jour vos naissances latentes:

A, noir corset velu des mouches éclatantes

Qui bombinent autour des puanteurs cruelles,

Golfes d’ombre;

 

E, candeurs des vapeurs et des tentes,

Lances des glaciers fiers, rois blancs , frissons d’ombelles;

 

I, pourpres, sang craché, rire des lèvres belles

Dans la colère ou les ivresses pénitentes;

U, cycles, vibrements divins des mers virides,

Paix des pâtis semés d’animaux, paix des rides

Que l’alchimie imprime aux grands fronts studieux;

O, suprême Clairon plein des strideurs étranges,

Silences traversés des Mondes et des Anges:

– Ô l’Oméga, rayon violet de Ses Yeux!

Testa di Fauno

Tra le foglie, verde scrigno macchiato d’oro,
tra le incerte foglie fiorite di splendidi fiori dove dorme un bacio, vivo,

 

strappando il lieve ricamo, un fauno spaurito mostra i suoi occhi e morde i fiori rossi con denti bianchissimi.


Scuro e sanguigno come vino invecchiato
il suo labbro esplode in risa tra le fronde.

E quando s’è dileguato – come uno scoiattolo –
il riso suo ancor trema tra le foglie;
lo vedi spaventarsi d’un fringuello
quel bacio aureo del bosco, e rannicchiarsi.

Dans la feuillée, écrin vert taché d'or,
Dans la feuillée incertaine et fleurie
De fleurs splendides où le baiser dort,
Vif et crevant l'exquise broderie,

Un faune effaré montre ses deux yeux
Et mord les fleurs rouges de ses dents blanches.
Brunie et sanglante ainsi qu'un vin vieux
Sa lèvre éclate en rires sous les branches.

Et quand il a fui - tel qu'un écureuil -
Son rire tremble encore à chaque feuille
Et l'on voit épeuré par un bouvreuil
Le Baiser d'or du Bois, qui se recueille.

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La mia Bohème

Me ne andavo, i pugni nelle tasche sfondate;
anche il mio cappotto diventava ideale;
andavo sotto il cielo, Musa!, ed ero il tuo leale;
oh! quanti amori assurdi ho strasognato!

Nei miei unici calzoni avevo un largo squarcio.
– Pollicino sognatore, in corsa sgranavo
rime. Il mio castello era l’Orsa Maggiore.

– Le mie stelle in cielo facevano un dolce fru-fru.

Le ascoltavo, seduto sul ciglio delle strade,
nelle calme sere di settembre in cui sentivo
sulla fronte le gocce di rugiada, come un vino vigoroso;

in cui, rimando in mezzo a quelle ombre fantastiche,
come fossero lire, tiravo gli elastici
delle mie suole ferite, con un piede contro il cuore.

Je m'en allais, les poings dans mes poches crevées ;
Mon paletot aussi devenait idéal :
J'allais sous le ciel, Muse ! et j'étais ton féal ;
Oh ! là là ! que d'amours splendides j'ai rêvées !

Mon unique culotte avait un large trou.
- Petit-Poucet rêveur, j'égrenais dans ma course
Des rimes. Mon auberge était à la Grande-Ourse.
- Mes étoiles au ciel avaient un doux frou-frou

Et je les écoutais, assis au bord des routes,
Ces bons soirs de septembre où je sentais des gouttes
De rosée à mon front, comme un vin de vigueur ;

Où, rimant au milieu des ombres fantastiques,
Comme des lyres, je tirais les élastiques
De mes souliers blessés, un pied près de mon coeur !

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